Festa della donna 2025

Carissime amiche e carissimi amici, anche quest’anno in occasione della festa della donna dell’8 marzo vorremmo donare a tutte le donne del carcere di Rebibbia – che ad oggi sono circa 380 – del materiale da cancelleria, così da poter contribuire alla corrispondenza tra chi è “dentro” e chi è “fuori”, di fondamentale importanza per il mantenimento dei rapporti affettivi.

Abbiamo ancora, dall’anno scorso in magazzino, una rimanenza di materiali ma dobbiamo riuscire a raggiungere una quantità maggiore.

Ogni anno regaliamo alle donne detenute, una busta grande con all’interno:

  • penne blu o nere – del tipo Bic trasparenti (le uniche consentite)
  • quadernoni a righe  – 20×30
  • francobolli

 Il materiale potrà essere portato direttamente qui in sede, in via Sant’Angelo in Pescheria 35/A, i lunedì e mercoledì dalle 10.30 alle 14.00 e i venerdì dalle 10.30 alle 15.00 entro e non oltre venerdì 28 febbraio p.v..

Per concordare l’appuntamento potete anche telefonare allo 06 68136052

Sono anche gradite donazioni tramite bonifici bancari con causale ” donazione Festa della donna”. (Si allega file con i dati bancari)

Vi ringraziamo in anticipo per tutto l’impegno che vorrete porre.

Laboratorio di danze popolari

Laboratorio di danze popolari

 Dalla metà di novembre 2023, presso la casa circondariale di Rebibbia Femm., abbiamo avviato un progetto di “Danze popolari” che si protrarrà fino a febbraio 2024.

Il corpo è sicuramente una fonte primaria di comunicazione a meno che non sia imbrigliato e quindi impossibilitato a esprimere le possibilità dei suoi linguaggi. Il linguaggio del corpo racconta molto più di quello che possono fare le parole e con la danza si può lavorare sullo schema corporeo e sull’immagine di sé. 

 Attraverso la danza, il corpo può liberarsi dalle proprie meccanizzazioni e permettere di esplorare il proprio mondo interiore e individuare le proprie risorse, i propri desideri attivando un processo di autodeterminazione attraverso la relazione con gli altri.

La proposta di un corso di danze popolari a donne detenute, nasce dal desiderio di promuovere un approccio informale di condivisione, fiducia e avvicinamento a un mondo considerato prevalentemente ostile e di favorire la relazione, il riconoscimento dello spazio proprio e di quello dell’altra come precondizione per potersi esprimere.

Attraverso le tarantelle, declinate a seconda dell’area geografica di provenienza delle donne (“Tammurriata” in Campania; “Pizzica” in Puglia; “Sonu” in Calabria) ma appartenenti alla stessa famiglia, si proporrà un viaggio dal centro al Sud dell’Italia e un viaggio dentro se stesse, per far sì che il corpo, liberato dalle “meccanizzazioni” possa “raccontare” il mondo dentro e fuori dal carcere mantenendo il contatto con la realtà esterna